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É nato prima il bar o il caffè? Storia del bar all’italiana

Sorseggiare una tazza di caffè su comodi divanetti è una delle abitudini quotidiane maggiormente compiute dagli italiani.

La passione che coltiviamo per il caffè e il rito di berlo seduti in un bar è nota in tutto il mondo. 

Eppure non tutti conoscono la centenaria storia delle caffetterie, ma prima di iniziare a parlarne è necessario comprendere come il caffè sia arrivato in Europa.

Venezia, porta per l’Oriente, fu uno dei primi porti europei a importare i chicchi di caffè nel XVI secolo.

Nel 1570 fu il medico-botanico padovano Prospero Alpino a introdurne alcuni sacchi dall’Oriente: egli aveva soggiornato a lungo in Egitto e aveva scoperto quella che definì la bevanda  “di colore nero e di sapore simile alla cicoria”.

La bevanda con l’aroma forte ed inebriante fu inizialmente venduta solamente in farmacia e alle persone ricche, le uniche a potersi permettere tale lusso.

L’anno zero di questa storia può essere definito il 1683, quando in Piazza San Marco, a Venezia, fu aperta la prima “bottega del caffè”.

Da allora nuove botteghe sorsero ovunque in città, ma per vedere nascere il Caffè Florian, il primo “caffè” d’Italia, bisognerà aspettare il 1720. 

Da allora il caffè diviene sinonimo di convivialità. Incontrarsi al caffè diventa un motivo di incontro e si tramuta in un importante centro culturale, un punto di ritrovo per scrittori e politici.

Il sapore unico del caffè, incuriosisce e cattura l’attenzione di tutte le regioni d’Italia, tanto che ben presto anche in altre importanti città sorsero le sale da caffè.

Ricordiamo il Pedrocchi di Padova (1722), il Gilli a Firenze (1733), il Greco a Roma (1760).

Anche Carlo Goldoni, nella sua opera “La bottega del caffè” cattura l’essenza di questi nuovi luoghi.

Si stima che complessivamente all’inizio del secolo, tra il 1800 e il 1900, in Europa fossero migliaia le caffetterie aperte.

Solo nel 900, la parola “caffè” lascia spazio a quella di “bar”.

Succede quando, Alessandro Manaresi, un imprenditore italiano aprì a Firenze il primo BAR, acronimo di “Banco A Ristoro”.

Il bar si afferma nell’immaginario collettivo come uno dei simboli dell’Italia.

Il cosiddetto “bar all’italiana” si è affermato nel tempo come il luogo simbolo del nostro paese, grazie anche al ruolo fondamentale che gioca nella quotidianità di chi lo frequenta.

Oggi è il nostro appuntamento fisso, dalla colazione all’aperitivo serale. Ognuno di noi ha un posto del cuore dove gustare il caffè.

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